#oretourban: le proposte per l’avvio della bonifica

oretourban le proposte per l’avvio della bonifica

La rete #OretoUrban unisce le proposte per i Comuni di Palermo, Altofonte e Monreale che si incontreranno il 10 maggio
Video integrale: www.youtube.com/watch?v=U_wGM8BlHG8

1.RECAP MEETING DEL 6 MAGGIO 2018 e proposte dei partecipanti

A poco più di tre mesi dall’incontro generato dalla video proposta di Igor D’India sul “Piano per l’Oreto”, ha avuto luogo il 6 maggio, presso l’Ecomuseo Mare Memoria Viva, un nuovo appuntamento con l’obiettivo di raccolta delle proposte da sottoporre ai rappresentanti della Regione Sicilia e dei tre Comuni di Palermo, Altofonte e Monreale che si riuniranno il 10 maggio per affrontare la questione “Riqualificazione fiume Oreto, Costa Sud e Parco Libero Grassi”.
L’incontro tra associazioni, enti, istituzioni e cittadini attivi e sensibili sulle tematiche ecologiche e di rivalutazione del nostro territorio, ha mostrato in modo inequivocabile la formazione spontanea di una vera e propria comunità non solo interessata alle sorti del fiume e alle possibili iniziative comuni per realizzare il Parco dell’Oreto a Palermo, ma anche una rete presente e attiva, che condivide le reciproche attività organizzate quotidianamente nel territorio.

“Pochi giorni prima dell’incontro, avevamo già previsto con VEDIPalermo e Oltreverde di organizzare gli interventi affinché fossero delle proposte concrete, realizzabili già nei prossimi step. Strategia vincente, quella di #OretoUrban, che ha portato anche le istituzioni a concretizzare le promesse con l’importante incontro che avrà luogo il 10 maggio. Non dobbiamo aspettare solo le istituzioni, ma creare contatti, proposte nuove, sensibilizzare, coinvolgere scuole e Università. OretoUrban ha stimolato una comunità che aveva già gli stessi obiettivi, ma non si erano mai riuniti, con competenze diverse, una specie di azienda intorno all’Oreto, che è destinata a espandersi “. Igor D’India

Sono state molte le proposte concrete per la prima parte dell’avvio della bonifica del fiume, proposte immediate e a lungo termine.
Paolo Caracausi, che segue il percorso con molta attenzione e che ha sostenuto e spinto per ottenere la riunione del 10 maggio, pone in evidenza quali possano essere i fondi stanziati e utilizzabili per la bonifica e l’importanza della recente firma del contratto di Costa (da Messina a Tusa) utilizzando i fondi del Patto per il Sud, come precedente replicabile per la Costa Sud e l’incontro concordato con l’Assessore al Territorio e Ambiente Totò Cordaro; è stato inoltre costituito dall’Assessore Marino un tavolo di tre tecnici comunali che ha ripreso il vecchio progetto del parco dell’Oreto e – come preannunciato nei precedenti incontri di #OretoUrban – è stato definito il progetto della parte finale del fiume per attingere a dei fondi europei con la Regione Siciliana; è stata inoltre convocata in commissione  la polizia municipale, per la sorveglianza sugli scarichi abusivi che ha evidenziato la necessità di aggiornare il censimento degli scarichi sul fiume. Pietro Ciulla, distingue le emergenze tra fronte immediato – con gli attuali strumenti operativi e legislativi già in possesso dei Comuni interessati e Regione –  e a lungo termine –  insistendo sull’importanza di avere per l’Oreto il vincolo paesaggistico che eviterebbe l’abusivismo degli scarichi e una maggiore sorveglianza come il monitoraggio delle particelle, il censimento degli scoli fognari e delle rive dell’Oreto compresi accessi e chiusure abusivi. Francesco Liotti propone l’individuazione di uno strumento di gestione partecipata del fiume, operata dal basso, insieme a residenti e lavoratori della zona, creando un coordinamento che periodicamente si incontri per condividere i saperi sull’Oreto, maggiori attività sul fiume come passeggiate per ricongiungersi con il fiume stesso. Antonino Martorana spinge sul contratto di fiume tra i Comuni, condividendo l’esempio positivo del fiume Eleuterio; specificando l’iter istituzionale (che ha visto l’unione di cinque comuni per raggiungere l’obiettivo di Contratto di Fiume) e proponendo incontri tra le associazioni legate al progetto Oreto e le associazioni legate al progetto Eleuterio. Manfredi Leone, analizzando l’esempio del parco Uditore, invita a una riappropriazione collettiva di questo luogo e migliore conoscenza, con iniziative come la realizzazione di una piattaforma web in cui tutti possano pubblicare informazioni, foto, video, riprese video con i droni con la collaborazione dell’Università e marce cittadine; punto fondamentale: la raccolta dei documenti prodotti negli ultimi anni, spendibili sul piano delle azioni future. Giovanni Callea, continua la riflessione sul parco Uditore – considerando che il fiume Oreto è un soggetto che coinvolge molti più attori di causa e interessi – sociali, ambientali, di ricerca –  sottolinea l’importanza della creazione di un organo giuridico che concerti i prossimi passi attraverso una voce unica e organizzata, in cui ciascun soggetto coinvolto possa esprimersi non solo sul totale ma abbia delle responsabilità sulle proprie aree di competenza. Carmelo Nasello, dopo aver messo a conoscenza quali sono tutti gli scarichi che sboccano sul fiume e come è possibile intervenire su ciascuno di essi, pone l’importanza sul rivolgersi direttamente ai comuni di pertinenza sui singoli interventi, nell’immediato. Piero Ceraulo racconta che il commissario straordinario per la depurazione abbia già velocizzato le operazioni facendo partire i lavori per almeno tre collettori fognari, e comunica la disponibilità della CGIL a collaborare attivamente attraverso il coinvolgimento del mondo del lavoro: riqualificare il fiume Oreto, può essere un grande rilancio occupazionale. Donato La Mela Veca, sensibilizza sulla importanza della conservazione dei sistemi agro-forestali non solo per il territorio, ma per assicurare sviluppo socio economico a partire proprio dal bacino dell’Oreto, perno che unisce geograficamente le aree agricole e forestali  della città metropolitana di Palermo, permettendo di collegare tutto ciò che si trova a monte –  aree agricole della Conca d’oro – con l’area costiera. Igor Gelarda propone l’utilizzo dell’imposta di soggiorno (tassa di scopo utilizzabile per interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali) per impegnare il Consiglio Comunale a destinare il 20% della tassa  alla riqualificazione del territorio. I Corsari Assetati, che grazie a un progetto di alternanza scuola lavoro che prevede il potenziamento e adeguamento del depuratore di Acqua dei Corsari per il riutilizzo delle acque reflue ultra filtrate per usi irrigui, hanno effettuato analisi e campionamenti, confrontandosi con Regione e Comune;  si sono messi a disposizione per applicare al fiume Oreto la loro esperienza. Sergio Calabrese che nei prossimi tre anni condurrà dei laboratori di geochimica di analisi delle acque e interpretazione dei dati con il Fiume Oreto come caso di studio, dichiara la sua disponibilità insieme agli studenti a mettere a disposizione i risultati dell’area di  studio che comincerà con il monitoraggio di cinque siti. Elvira Dragonia Vernengo, esorta alla ricerca della legalità, mantenendo vigile l’attenzione dei cittadini in primis per far rispettare le leggi già esistenti a tutela dell’ambiente, primi fra tutti la regolamentazione degli scarichi, disponibile a concertare azioni pubbliche per mettere in evidenza alcuni casi eclatanti di abusivismo a cielo aperto. Giovanni Pileri testimonia la disponibilità dell’amministrazione di Altofonte a continuare il dialogo sul recupero dell’Oreto e in particolare sulle soluzioni in tema di scarichi fognari che si discuterà nei particolari durante l’incontro del 10 maggio. Cristina Calì ha informato la comunità sulla disponibilità di raccogliere e divulgare i progetti architettonici realizzati dagli studenti dell’Università per il recupero del fiume e la creazione del Parco.  Lino Campanella e Tiziana Maida hanno raccontato come è stata svolta la campagna di sensibilizzazione sul fiume Eleuterio, disponibili a condividere la buona pratica. Salvatore Bucchieri propone di partecipare anche quest’anno alla raccolta firme per vincere il concorso dei Luoghi del Cuore FAI, e invita progettisti europei a partecipare alla scrittura di bandi, in collaborazione con gli enti di competenza. Alberto Giampino fa presente l’esistenza di alcune possibilità sul piano europeo, nazionale e di sviluppo locale che il Cesvop è disponibile a supportare.

Ci sono tutte le premesse perché l’iniziativa #OretoUrban diventi una realtà importante nel panorama territoriale: un modo nuovo ed efficace di affrontare il “problema Oreto”, condotto dal basso, in squadra, unendo forze e testimonianze, usando la capacità divulgativa del video e dei social. Un racconto che prende forma a ogni incontro, e che sta unendo sempre più persone e gruppi, interessati alla sorte del fiume cittadino. La comunità in questo momento si scambia informazioni tramite una newsletter e un gruppo su facebook  #OretoUrban. I documenti sono raccolti nella pagina web: www.vedipalermo.com/oretourban

In sintesi

I  partecipanti hanno individuato i seguenti possibili interventi che le Istituzioni competenti possono mettere al più presto in atto:

1) La creazione di uno strumento operativo comune, sia esso un tavolo tecnico o altro che costituisca il punto di riferimento e coordinamento nella gestione del problema Oreto, in attesa che vengano costituiti altri strumenti più strutturati (patto di fiume? parco di interesse sovracomunale?).

2) La messa in opera di un più stringente controllo del territorio con l’utilizzo sistematico e non sporadico degli organi di polizia e degli organi tecnici (polizia municipale, corpo forestale regionale, uffici tecnici comunali) per porre fine o comunque frenare abusi di ogni tipo e l’utilizzo del fiume come discarica per sfabbricidi, scarti di prodotti industriali, rifiuti solidi urbani ecc…

3) L’apertura di varchi di accesso per potere restituire il fiume ai suoi cittadini.

4) L’utilizzo di una quota parte della imposta di soggiorno per opere di manutenzione e recupero sulle sponde del fiume Oreto.

5) L’attenzione, nella programmazione di attività di manutenzione e pulizia delle sponde, ai periodi di nidificazione e alle esigenze della avifauna esistente lungo il fiume.

6) Il monitoraggio delle attività e proprietà che insistono sul fiume con individuazione delle attività illegali, degli abusi edilizi, delle appropriazioni indebite di territorio e in particolare il monitoraggio degli sversamenti fognari non depurati.

 A tal proposito si chiede:

1) Il Comune di Palermo ha il finanziamento per il progetto di disinquinamento degli scarichi fognari che versano nel Canale Boccadifalco? A che punto amministrativo si trova tale progetto?

2) A che punto si trova Il comune di Altofonte per completare il collegamento della propria fognatura verso il depuratore di Acqua dei Corsari di Palermo? (Ci risulta che ancora il 30% degli scarichi fognari vengono direttamente sversati non depurati nell’Oreto).

3) C’è qualche ente che verifichi che le acque di scarico dei due frantoi oleari presenti nel comune di Altofonte non finiscano nell’ Oreto?

4) Il Comune di Monreale come prevede di rimuovere gli scarichi fognari di Pioppo che attualmente versano nell’Oreto? E quale è la situazione precisa e dettagliata degli scarichi del Comune stesso?

5) Quali sono i concreti passi avanti che intende compiere l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente per attivare i Piani di Gestione dei SIC e ZPS ricadenti nell’Area e in particolare il SIC relativo all’asta fluviale (si fa riferimento al corposo Piano di Gestione del SIC Oreto e monti di Palermo, di oltre 1000 pagine).

6) Considerando che il percorso per arrivare alla concreta istituzione di un Parco o altro strumento legislativo non è brevissimo e che il territorio ipotizzato come afferente al Parco, come detto sopra, è privo in atto di qualsivoglia protezione e rischia di continuare ad essere eroso da un’attività edilizia e di trasformazione che gli strumenti urbanistici vigenti nei Comuni interessati non sono idonei a controllare, vanificando l’obbiettivo dell’istituzione del Parco, si chiede che l’intero territorio del bacino imbrifero dell’Oreto, con esclusione dei centri urbani, venga tutelato attraverso un “vincolo paesaggistico” che consenta il controllo sistematico di tutte le attività di trasformazione del territorio fino all’adozione di un adeguato strumento progettuale coerente con le finalità istitutive del Parco o altro.

7) Si chiede pertanto di incaricare la Soprintendenza ai BB.CC.AA, unica autorità individuata come competente, ad emanare i necessari provvedimenti per l’adozione del sopra detto “vincolo paesaggistico”.


Per conoscenza alleghiamo anche un recap del percorso attivato in passato dal WWF Sicilia Nord Occidentale, qui sintetizzato dal Presidente Pietro Ciulla.

WWF ed Ecosfera nel 2001 pubblicarono uno studio che ebbe subito consensi unanimi, specie in seguito da Avanti, prima come assessore al Comune di Palermo e poi come Presidente della Provincia.

Ecco cosa si diceva nella premessa:
Occorre fare grande attenzione all’unitarietà del bacino del Fiume Oreto. Infatti, se si considerano i principali aspetti ambientali del bacino, si nota come siano strettamente correlati tra loro e come da ognuno di essi derivi una eventuale modificazione degli altri. Un esempio: gli scarichi fognari dei centri abitati, direttamente o indirettamente versati sul Fiume, modificano l’habitat del Fiume ed il corpo ricettore in genere, a seconda del loro grado di inquinamento; analogamente, la velocità della corrente produce modificazioni e/o mutazioni nel tempo dell’ambiente e così avviene per l’interazione terra-acqua, per le modificazioni indotte da fenomeni di piena o da dissesti idrogeologici, ecc.
Fondamentale opzione circa il disinquinamento delle acque di origine antropica. Ogni scarico di acqua reflua, sia civile che, a maggior ragione industriale, dovrà essere trattato e depurato prima della sua immissione nel Fiume. Anche in questo caso, occorre distinguere tra necessità di allontanamento delle acque reflue per una loro depurazione in siti ed impianti posti fuori dal bacino stesso (cosa questa che, di fatto, evita l’inquinamento del Fiume ma provoca un depauperamento delle risorse idriche ruscellanti sul Fiume) e opportunità di una depurazione in loco al fine di un utilizzo di tali acque sia per l’agricoltura sia per il ripascimento del subalveo e per l’incremento dell’ “immagine Fiume” cui necessita una congrua portata sempre defluente.
E già sin d’allora si è resa evidente la necessità che per la salvaguardia del fiume occorresse anche un’attenzione e una cura particolare applicata nel territorio circostante, in tutto il suo bacino naturale.
Si è reso evidente che occorresse cioè la costituzione di un Parco o comunque di una Entità che in un certo modo “proteggesse” l’asta fluviale, affinché questa non diventasse un comodo canale fognario e una discarica. Si è resa evidente la necessità che per proteggere il fiume occorreva operare in tutto il suo bacino idrografico e non solamente sul fiume stesso.
Nel marzo del 2009, in occasione della manifestazione “Lo sbarco dei poeti” promosso dalla Fondazione Antonio Presti – Fiumara d’Arte, dalla foce dell’Oreto è partita una storica campagna di sensibilizzazione: gli studenti di tutte le scuole dei 3 comuni interessati dal percorso del fiume si sono resi protagonisti di una grande raccolta di firme a favore del fiume Oreto: in oltre settantamila hanno apposto la loro firma all’appello che attraverso il valore dell’impegno vuole risvegliare valori di cittadinanza attiva e di rispetto per l’ambiente circostante, contribuendo ad un processo di rinnovamento della coscienza collettiva.
Il Comune di Palermo, nel 2010, insieme ad Altofonte e al Servizio 3 di Arta e con la partecipazione discontinua di Monreale e l’assenza della provincia, ha istituito un Tavolo tecnico con la collaborazione delle associazioni: il tavolo ha definito i confini del futuro parco, praticamente tutto il bacino imbrifero ma non è andato oltre.
Nel 2010 sono state presentate in Assemblea altre due proposte di legge per la istituzione del parco, dal PDL – primo firmatario l’on.le Caputo – e dal PD. Ambedue fanno riferimento all’attuale legge sui Parchi 98/91-
Le Associazioni hanno subito ritenuto che lo stato dei luoghi e le finalità che si vogliono perseguire non siano coerenti con la legge attuale ed hanno proposto di attuare in Sicilia, come in altre regioni d’Italia, altre forme di Parchi, meno rigide dei parchi Naturalistici, come per esempio i PLIS in Lombardia. Tale proposta è stata consegnata al Comune di Palermo, alla Provincia e all’on.le Caputo.
La proposta ha avuto accoglienza favorevole dal Comune e dall’ARTA al tavolo tecnico convocato dal Comune nel mese di febbraio 2010. Nello stesso anno la Provincia ha presentato all’Ars il ddl 875 che contiene in sostanza le proposte delle Associazioni.

Con alterne vicende e tanta confusione si sono alternati momenti buoni e momenti di totale oblio e l’abusivismo e l’incuria continua a devastare il fiume e tutto il territorio circostante.
Nel 2013 c’è stata la presentazione di un DDL, passato in Commissione Bilancio, che prevede la possibilità di creare dei Parchi Locali di interesse Sovracomunale (PLIS) (DDL 376 On Trizzino, anche Presidente della Commissione Regionale Ambiente).
Fin qui la storia, ma a prescindere da questa, si chiede ai tre Comuni di Altofonte, Monreale e Palermo di collaborare con l’Assemblea Regionale per avere finalmente anche in Sicilia lo strumento legislativo che consenta la nascita dei Parchi Locali di interesse sovracomunale o comunque altri strumenti legislativi per tutelare aree che mantengono intatto il loro valore solo nella loro unità paesaggistica;

Per chiudere riportiamo anche questa lettera agli abitanti di Palermo degli alunni della Scuola S.M.A Pecoraro di Palermo impegnati nel progetto “Un mare di plastica”

Cari abitanti di Palermo,

è il fiume Oreto che oggi vi parla. Finalmente ho trovato il coraggio di dire ciò che mi tengo dentro da tanto tempo. È da circa un secolo che voi palermitani mi trattate male, che mi bullizzate. Vorrei farvi riflettere sulle condizioni in cui sono. Sono un povero fiume che attraversa la vostra città, ma sono ignorato e spesso alcune persone neanche mi conoscono.

Mi chiamo Oreto ed ero un dio venerato da tutte le ninfe di Palermo. Ero imponente, forte e maestoso. Ero un  bel fiume lungo circa 20 km, sorgevo a sud di Palermo e sfociavo nel Mar Tirreno. Quant’era bello svegliarmi al mattino e ascoltare il cinguettio degli uccellini, musica per le mie orecchie! E ora a che concerto assisto da mattina a sera?

Scommetto che avete indovinato: i clacson delle vostre fastidiosissime auto, per non parlare del fumo che emettono. Gli splendidi animali che popolavano il bosco attorno a me adesso non vengono più a farmi visita, non so bene il perché,  però so che i miei unici veri amici, i pesci, sono quasi tutti morti, e chi alla morte è sfuggito, tenta ogni via di fuga. Ma non cercano di scappare da me, bensì da voi che avete fatto di me una discarica, buttandomi sopra lastre di amianto e rifiuti di ogni tipo…

Io sono un essere vivente come voi. Vi piacerebbe se vi buttassero addosso i loro rifiuti? Provate per un momento ad essere me, immaginate di svegliarvi la mattina e di trovare sul vostro letto le stesse cose che  io ritrovo sul mio, come vi sentireste? Anche la fauna e la flora ne soffrono. Ora gli animali stanno in guardia per evitare di impigliarsi nei rifiuti e le piante sono appassite, spesso proprio loro mi chiedono il perché di tutto questo. Questa domanda la vorrei fare a voi, PERCHÈ? VI SEMBRO UNA DISCARICA FORSE? Ormai sono come un cimitero di elettrodomestici, eternit e tanto altro ancora. Adesso hanno introdotto la raccolta differenziata, ma a me sembra che non abbiate ben chiaro il concetto di “spazzatura”, perché sapete, io sono un fiume e non una discarica dove potete buttare qualsiasi cosa vi passi per la testa! Se solo potessi scrivere, avere una penna e dei fogli … farei una multa a tutti i palermitani per far capire loro che io non voglio essere trattato in questo modo. Ma chi l’ha detto che il tentato omicidio è illegale solo nei confronti degli esseri umani? Avete idea di quante volte avete cercato di avvelenarmi? Non so nemmeno io come faccio a sopravvivere. Ma non avete ancora capito che tutto questo va a svantaggio vostro? Da quest’anno siamo capitale della cultura, è questa la città che volete presentare? Ridatemi i miei amici alberi e animali!

Vorrei tanto ritornare com’ero prima, ma non posso senza il vostro aiuto.

Ho sentito parlare di un mio parente, il fiume Wanganui in Nuova Zelanda che, grazie alla tribù Maori,  ha ottenuto gli stessi diritti di un essere umano, proprio perché stava a cuore ai cittadini. Non sono mai stato così geloso in vita mia… Ho anche un cugino spagnolo, di Valencia, si chiama Turia. Lui tanti anni fa era come me, adesso però è stato bonificato, deviato e trasformato in un enorme parco, che è diventato il polmone verde della città.

Ascoltatemi  cari Palermitani, io voglio solamente essere vostro amico e collaborare. Vi chiedo un po’ di rispetto per me, che sono una parte di Palermo. So di essere una risorsa e spero che voi ve ne accorgiate presto. Nessuno di voi palermitani si ricorda di come ero bello tanti anni fa e nessuno si rende conto del mio potenziale.

Desidero che in futuro vi prendiate cura di me perché mi avete fatto ammalare e, dopo avermi curato, vorrei tanto che mi teneste pulito in modo che io possa far diventare Palermo ancora più bella! Prima intorno a me c’era una natura rigogliosa,  invece ora convivo con una Fiat 500, fatemi ritornare ai vecchi tempi quando i pesci mi nuotavano addosso e mi facevano il solletico, quelli sì che erano bei tempi. Restituitemi la mia naturale bellezza, dimostrandomi il rispetto che merito.

C’è un tale di nome Igor D’India, è un video maker che ha registrato se stesso mentre mi percorreva dalla foce alla fonte e lo ha fatto vedere a tutti i cittadini di Palermo e non solo, anche al Sindaco. Spero molto che questo progetto che ha avviato Igor vada in porto, però senza l’aiuto di voi cittadini non può farcela, quindi vi prego di aiutarlo… avrebbe delle grandi idee per farmi ripulire e per farmi diventare vostro amico.  Vorrebbe far diventare me, il fiume Oreto, un parco. Questo è il mio più grande sogno: diventare un parco dove intere famiglie potranno riunirsi, ridere e gioca. Pensate a tutte le cose che potremmo fare insieme, come fare dei corsi di canoa o realizzare un’area per i piccoli oppure zone per pic-nic in mezzo alla natura. Un detto dice che non è mai troppo tardi e allora io mi auguro che possiate finalmente iniziare delle opere di bonifica e recupero, tanto che io possa diventare forse un giorno, non troppo lontano, il polmone verde di Palermo. C’è una cosa che  mi dà speranza: i giovani! Con le loro testoline sempre al lavoro hanno migliaia di idee su come riuscire a farmi riacquisire la maestosità che possedevo un tempo.

Spero che questo mio appello vi faccia riflettere. E spero che con il tempo capiate l’importanza della natura e del mondo che vi circonda e che impariate a rispettarlo. Palermo è stata eletta nel 2018 Capitale della cultura, però cultura dovrebbe significare innanzitutto civiltà. In tutti questi anni non ho perso la speranza e sono certo  ascolterete la mia richiesta di aiuto, mi auguro che al più presto realizzerete il grande progetto “il fiume Oreto Patrimonio dell’Umanità” di cui ho sentito tanto parlare. Conto su di voi!

A presto, con speranza. Detto ciò, vi saluto, dal vostro caro, o forse no, fiume Oreto.

Lettera scritta dagli alunni della 2^ H

Lista degli intervenuti al meeting del 6 Maggio.


Igor D’India – Introduzione e moderatore
– Paolo Caracausi, presidente III Commissione Ambiente – “Lo stato dei lavori”
Pietro Ciulla, presidente WWF Sicilia Nord-Occidentale – “Sblocchiamo gli interventi istituzionali”
Francesco Liotti, Circolo Mesogeo Legambiente – ” Dagli studi del passato ad una proposta concreta per il futuro del nostro fiume”
–  Manfredi Leone, docente Facoltà di Architettura di Palermo – “Gli studi sul parco e appropriazione del luogo Oreto”
Giovanni Callea, cittadino di Palermo, esperto in marketing e progettazione per i fondi europei – “Dal parco Uditore al parco dell’Oreto: una proposta di rigenerazione urbana partecipata.”
– Piero Ceraulo, segretario Fillea CGIL Palermo – “Rivalutazione dell’Oreto e lavoro”
Carmelo Nasello, Ingegneria Idraulica UNIPA – “Gli scarichi fognari che inquinano il fiume Oreto
Donato La Mela Veca, docente di selvicoltura, Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali, UNIPA ‘Riflessioni sullo stato di conservazione dei sistemi agro-forestali della città di Palermo’
Igor Gelarda – Consigliere VI Commissione Turismo – “Investire sul sistema dei parchi di Palermo e sul Parco dell’Oreto: una proposta concreta.”
Corsari Assetati, team Asoc, IV tecnico A Ambientale dell’ Istituto Ernesto Ascione – “L’esperienza di Acqua dei Corsari ed una proposta per il fiume Oreto”
Sergio Calabrese, geochimico (dipartimento DiSTeM) – “Ipotesi progettuale per lo studio e la valorizzazione del fiume Oreto. Costruiamola insieme!”
Elvira Dragonia Vernengo, rappresentante del Laboratorio Idv ambiente regione Sicilia e tutela degli animali – “Costa sud problematiche urgenti in relazione all’Oreto”
Giovanni Pileri, vicepresidente del consiglio comunale di Altofonte
Cristina Calì, Associazione Balàd – “Proposta per la raccolta e la divulgazione dei progetti architettonici sull’Oreto”
Lino Campanella, cittadino che si è impegnato attivamente per il recupero del fiume Eleuterio. “Le azioni concrete avviate”
Tiziana Maida​, WWF Sicilia Nord Occidentale – “Dossier storico sull’Eleutero”
Salvatore Bucchieri​, Comitato Salva L’Oreto​ – “I fondi da recuperare”
Alberto Giampino, direttore Cesvop Palermo​ – “La riforma del terzo settore, opportunità”
Donatella Coniglio​, OltreVerde​ – “Saluti e proposta evento per Monte Pellegrino”
Maria Grazia Carini​, Associazione COMPA – “Invito al racconto sul fiume Oreto”
Benny Faraci​, Coltivare bio naturale​ – ” Il fiume è agricoltura, invito e disponibilità”

Rassegna stampa e riprese video a cura di VediPalermo, Eleonora Lo Iacono e Antonio Macaluso

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